Ieri, sulla Nazione, compariva una lettera di un lettore che riteneva le “Zone 30″ dannose, in quanto le auto -obbligate a procedere a velocita’ ridotta- inquinerebbero di piu’.
(Vedi “posta dei lettori” del 19/5/2008 su http://80.241.231.25/comunepisa/list.aspx? o, se funziona, il link diretto
http://80.241.231.25/comunepisa/Viewer.aspx?Mode=S&ID=200805189712436 )
Questi “ragionamenti” da bar sport son piuttosto diffusi e, nonostante siano deliranti, hanno un certo seguito.
Anche se, seguendo la medesima logica, si arriverebbe alla conclusione paradossale che, anche in citta’, si debba eliminare tutto cio’ che rallenta la corsa delle automobili, a cominciare da semafori e striscie pedonali.
Ma, tra gli argomenti pseudo-scientifici esposti dal lettore, si annida anche un altro baco meno evidente ma di ben maggior peso. Infatti la velocita’ media delle auto nei centri urbani e’ *di fatto* ben al di sotto dei 30 km/h, cio’ non a causa dei limiti di velocita’ ma, piu’ semplicemente, a causa della congestone del traffico. Al contrario, un regime di traffico piu’ fluido e regolare, oltre ad aumentarre la sicurezza di tutti, provoca sicuramente anche minor emissioni nocive.
Di conseguenza, se davvero si vuole ridurre l’inquinamento urbano, l’unica cosa sensata da fare e’ diminuire il numero di auto in circolazione. Per raggiungere questo obiettivo si deve salvaguardare ed incentivare le persone che scelgono di muoversi a piedi ed in bici, garantendo loro standard di sicurezza degni di un paese civile. E, in effetti, nei centri urbani di tutti i paesi piu’ avanzati, dall’Europa al Nord America, si adottano serie politiche di moderazione della velocita’ (con buona pace dei fan della guida sportiva).
Pubblicato in bici | Non ci sono Commenti »